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IL SAPONE

 

Fare il sapone in casa non è difficile, noi dell'OPERA del SAPONE abbiamo imparato dalle semplici ma puntuali indicazioni esposte nel sito www.ilmiosapone.it che consigliamo vivamente di visitare a chiunque voglia accingersi all'arte "saponara". Questa premessa ci da lo spunto per fare i complimenti a Patrizia, l'autrice del sito, che ringraziamo vivamente per il prezioso lavoro che ha svolto.

Esiste anche una newsgroup italiana (http://groups.yahoo.com/group/sapone) dove tanti appassionati del sapone si scambiano idee e ricette e dal quale si può attingere o contribuire a fare crescere la passione per il sapone fatto in casa.

E la passione è proprio l'ingrediente fondamentale per fare il sapone, oltre ad una buona motivazione, altrimenti ci si stanca in fretta. È necessaria anche qualche precauzione, perchè si maneggiano sostanze che possono provocare ustioni. Inoltre bisogna dedicare uno spazio ed un momento della giornata liberi da distrazioni o da persone che possano intralciare le varie fasi di produzione del sapone o che si comportino ignorando le necessarie precauzioni da seguire.

Dopo questa indispensabile introduzione, cerchiamo di spiegare come e cosa fare per preparare il sapone: in sostanza si tratta di fare reagire degli oli o grassi (che da un punto di vista chimico sono degli acidi) con una base alcalina (idrossido di sodio - meglio noto come soda caustica - o idrossido di potassio) generalmente disciolta in acqua. Tale reazione chimica è detta processo di saponificazione.

Gli oli e i grassi - che possono essere sia animali sia vegetali - scelti secondo le loro proprietà, conferiscono struttura e trasferiscono al sapone le proprie caratteristiche che è utile conoscere per poterli scegliere e utilizzarli nelle proprie ricette. Tra gli oli principali usati da saponieri, l'olio di oliva è l'olio per eccellenza (per le sue qualità sebosimili) insieme all'olio di cocco (ottimo per fare una bella schiuma). Nulla a che vedere con certi saponi industriali! Una volta ci è capitato di leggere di un "sapone all'olio di oliva" che dichiarava in etichetta di contenerne l'1%! Del resto un importante fattore nella produzione industriale è il contenimento dei costi, essendo il sapone considerato un "prodotto povero". Inoltre i saponi industriali sono molto profumati (talvolta a rischio soffocamento!) e se non sono colorati sono bianchi. Con il sapone fatto in casa è praticamente impossibile ottenere un sapone bianco. Ciò è dovuto al largo impiego, nell'industria, di tensioattivi artificiali o denaturati. Un'ultima precisazione sull'olio di oliva. Al suo posto si potrebbe usare olio extra-vergine di oliva, ma ha un colore ed un odore troppo marcati per il sapone (questa è la nostra opinione ovviamente). Da evitare anche l'olio di sansa di oliva perchè ottenuto per estrazione con solventi (anche se poi dicono che non ne rimane traccia!) dai residui delle spremiture.

Per quanto riguarda la base alcalina si sono due considerazioni importanti da fare. La prima è che, essendo la base alcalina un composto ustionante, essa va dosata nella giusta quantità. Per ogni tipo di olio esiste un indice di saponificazione che non va superato. Sommando la quantità di base alcalina necessaria a saponificare tutti gli oli contenuti nel sapone, si ottiene la quantità totale da utilizzare. Una quantità in eccesso rende il sapone caustico e quindi corrosivo per la pelle. Generalmente nei saponi fatti in casa tale quantità viene diminuita di una percentuale variabile dal 3 al 6% (il cosidetto "sconto della soda"). Questo non solo ad evitare il pericolo citato ma anche per ottenere un sapone più delicato ed emollliente sulla pelle. La seconda avvertenza è che nel maneggiare la soda bisogna usare dei guanti e versare la soda nell'acqua e non viceversa (il liquido versato sulla soda provoca una specie di esplosione molto pericolosa). La soda versata nel liquido ne fa aumentare la temperatura oltre gli 80 gradi centigradi!

I metodi classici per fare il sapone in casa sono due: a freddo e a caldo.

Nel metodo a freddo (si fa per dire, poiché si lavora a temperature intorno ai 45-50° C), si lascia che il calore sprigionato dalla reazione chimica tra la base alcalina con gli oli e grassi, inneschi la saponificazione. Questo richiede un pò di tempo, almeno 2 settimane, per poter utilizzare il sapone.

Nel metodo a caldo, un pò più laborioso, la reazione chimica è accelerata apportando calore dall'esterno (fino a 80-90° C). Il sapone con il metodo a caldo è pronto subito all'uso ma ha una consistenza più irregolare rispetto al sapone fatto con il metodo a freddo.

Noi dell'OPERA utilizziamo prevalentemente il metodo a freddo, che permette di ottenere un sapone particolarmente emolliente, mentre il metodo a caldo viene usato (raramente) quando "si ha fretta" di soddisfare le richieste dei vari promotori del sapone!

 

Vista delle prime versioni di etichetta (fronte e retro) attaccate sulle confezioni dei saponi dell'OPERA (clicca sulle immagine per ingrandirle).

Rimandiamo al sito precedentemente segnalato per i dettagli generali su come fare il sapone (ci sono anche tantissime ricette belle e pronte), qui riportiamo solamente la ricetta, messa a punto dopo diverse prove, che attualmente adottiamo nella preparazione del sapone. Tra le tante possibili abbiamo perseguito una strada fondamentale: quella di ottenere un sapone con ottime proprietà detergenti ed emollienti usando sostanze facilmente reperibili in commercio.

Esiste anche una versione di sapone al latte che non riportiamo perchè non ci soddisfa pienamente (il sapone è troppo morbido, ma abbiamo già qualche idea su cosa fare, ci manca solo il tempo per fare delle prove). Ovviamente, essendo noi "giovani del mestiere", chiunque ne sia capace può inviarci consigli o varianti utili a migliorare il nostro sapone.

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Buon sapone a tutti!


Ultima modifica:
22.09.2004

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